Attualmente stai visualizzando le nostre bacheche come ospite avendo cosi un accesso limitato che ti permette di visualizzare la maggior parte delle discussioni e accedere alle nostre altre funzionalità. Unendoti alla nostra comunità gratuita potrai inserire argomenti, comunicare in privato con altri membri (PM), rispondere a sondaggi, caricare contenuti e accedere a molte altre funzionalità speciali. La registrazione è veloce, semplice e assolutamente gratuita, quindi unisciti alla nostra community oggi stesso!
In caso di problemi con il processo di registrazione o con l'accesso al tuo account : contattaci.
Penso che oggi per un cacciatore tirare oltre i 300 m sia molto più facile rispetto a 20 anni fa. Tra ottiche con torrette balistiche, telemetri, software balistici che calcolano la caduta e altre diavolerie non è così difficile avere buona precisione a 300-350 m.
Occorre ovviamente un minimo di allenamento.
Una mia amica che non aveva mai sparato con la carabina è stata per un periodo fidanzata con un cacciatore che sparava con il suo 7 rem a 300 m. Mi ha fatto vedere le rosate che faceva al poligono con la carabina del suo compagno. Arma preparata ovviamente per tiri lunghi con cartucce caricate ad hoc. Beh dire che sparava bene è poco.
Premesso che proprio ieri sera avevo a giorno pieno (li ho visti alle 20.40 ) due cinghiali a 360 mt nel grano e non mi è costato chissa quale sacrificio non sparare, volevo dire che se la situazione, dopo attenta valutazione, lo consente.....perché non fare un tiro fino a 350 mt ?
Io mi fermo (sopratutto sul cinghiale) prima ma riconosco che ci sono persone che (in determinate condizioni (perché un tiro oltre i 250 è sempre complesso da fare) riescono con sicurezza a farli....quindi perché giudicare sempre a priori?
La legge non impone limiti sulla distanza di tiro, quindi chi ne è capace può legittimamente tirare lungo o lunghissimo, tu ti fermi prima e io farei altrettanto, che la distanza diventa un invito a battere il record, perché non i 400 metri e poi magari i 450? Oh magari ci si prende!
Per questi tiri che non condivido ci vedo una sola attenuante, la necessità di far fuori cinghiali comunque sia, ne avete troppi e ci date dentro, ha una sua logica, la necessità di far carne non esiste visto che bene o male ad ogni uscita stendete un cinghiale, siete nel bengodi del cacciatore, ma la troppa abbondanza é come avere tanti soldi, li si spende facile, perdono valore, vivete l'inflazione cinghialesca.
Non si può non notare una incongruenza con la necessità di tirare alla spalla per farlo restare lì e non doverlo cercare in un roveto, cosa che potrei anche capire vista l'abbondanza di animali che avete, ma con un tiro lunghissimo se un cinghiale lo spanciate o gli spaccate una gamba chi va a cercarlo? 350/370 metri io lo so quanta strada é, uno sarà anche bravo ma lo scarto di tiro aumenta in modo esponenziale, un animale lo puoi fare secco, lo puoi ciccare netto, ma lo puoi anche storpiare, é solo per questo motivo che in genere non si esagera con le distanze di tiro e penso che su questo siamo d'accordo, limitiamo la distanza per aver ragionevole certezza di andare a bersaglio ogni volta che si tira, cosa estremamente probabile a 200 metri, poco probabile a 350 ed oltre.
Non so se gli svizzeri adottano ancora in modo obbligatorio il calibro 10 e spiccioli con parabola da fionda, mi viene da lodare gli svizzeri, magari crape quadre, ma saggi, molto più saggi di chi vi vincola ad un punto fisso di tiro impedendo l'avvicinamento, almeno mi pare di aver capito che li da voi sia così.
Ci tengo a sottolineare che sono una persona abbastanza meticolosa quando si prepara a tiri del genere.
quello di sabato mattina scorso è stato un tiro molto ragionato e con 0 fretta di sparare.... se rientrava in bosco pazienza.
ho un arma di tutto rispetto e un calibro di tutto rispetto.
ho preso ormai un feeling con quell'arma che me la sento cucita addosso.
ci sono zone dove il tiro lungo è l'unica possibilità.... sabato sapevo anche che il proprietario sarebbe venuto giu ad aiutarmi.... l'ho fatto con estrema tranquillità... con doppio appoggio è un tiro molto fattibile.
cinghiali ne abbiamo ma non molti come si pensa.... anzi.
La legge non impone limiti sulla distanza di tiro, quindi chi ne è capace può legittimamente tirare lungo o lunghissimo, tu ti fermi prima e io farei altrettanto, che la distanza diventa un invito a battere il record, perché non i 400 metri e poi magari i 450? Oh magari ci si prende!
Per questi tiri che non condivido ci vedo una sola attenuante, la necessità di far fuori cinghiali comunque sia, ne avete troppi e ci date dentro, ha una sua logica, la necessità di far carne non esiste visto che bene o male ad ogni uscita stendete un cinghiale, siete nel bengodi del cacciatore, ma la troppa abbondanza é come avere tanti soldi, li si spende facile, perdono valore, vivete l'inflazione cinghialesca.
Non si può non notare una incongruenza con la necessità di tirare alla spalla per farlo restare lì e non doverlo cercare in un roveto, cosa che potrei anche capire vista l'abbondanza di animali che avete, ma con un tiro lunghissimo se un cinghiale lo spanciate o gli spaccate una gamba chi va a cercarlo? 350/370 metri io lo so quanta strada é, uno sarà anche bravo ma lo scarto di tiro aumenta in modo esponenziale, un animale lo puoi fare secco, lo puoi ciccare netto, ma lo puoi anche storpiare, é solo per questo motivo che in genere non si esagera con le distanze di tiro e penso che su questo siamo d'accordo, limitiamo la distanza per aver ragionevole certezza di andare a bersaglio ogni volta che si tira, cosa estremamente probabile a 200 metri, poco probabile a 350 ed oltre.
Non so se gli svizzeri adottano ancora in modo obbligatorio il calibro 10 e spiccioli con parabola da fionda, mi viene da lodare gli svizzeri, magari crape quadre, ma saggi, molto più saggi di chi vi vincola ad un punto fisso di tiro impedendo l'avvicinamento, almeno mi pare di aver capito che li da voi sia così.
Sono d'accordo!
Valutare non solo il tiro ma anche le possibili conseguenze dello stesso è fondamentale sopratutto sul cinghiale (per questo evito in tutti i modi il tiro dietro la spalla).
Il cinghiale offre un "bersaglio utile" più piccolo del capriolo, in quanto il capriolo anche se malauguratamente lo cogli non benissimo problemi ne crea ben meno in fase di ricerca e recupero.
Il cinghiale, da me, deve restare li (o quasi) quindi il tiro va ponderato e valutato in maniera ancora più attenta.
Detto questo, in condizioni "perfette" il tiro un po oltre i 300 è fattibile (anche se io mi fermo prima).
Sono a caccia in questo momento.
Mi ha attraversato un rosso nel campo che ho davanti....circa 170/180 mt...in un posto che sarebbe stato perfetto per il recupero (molto vicino alla cima della collina dove c è uno stradello)....avrei dovuto sparare in piedi che da seduto la situazione era quella in foto....
Ho avuto la fortuna di conoscere Cacciatori che hanno ben altro pensiero sulla caccia di selezione e mi avevano avvertita sul modo in cui veniva concepita dalla maggioranza dei cacciatori.
Qui ne trovo conferma, ma sono anche sollevata dal fatto di non appartenere a questa categoria e di aver avuto la possibilità di imparare da loro.
Spiace solo che in questa sezione non se ne abbia testimonianza perché benché rappresenterebbero una goccia nel deserto, potrebbero seminare un germe di quello che è il vero senso per cui questa forma di caccia è nata. E più leggo più capisco che non posso dargli torto.
Quando non ci sono menti disposte ad ascoltare, le parole perdono di significato e quello che si vuole trasmettere perde di valore. E un bene prezioso come quello dell'insegnamento che potrebbero dare non va sprecato con chi non ha dubbi né volontà di comprendere ma soprattutto non ha neanche l'umiltà di ascoltare.
Ciao, Leggendo gli ultimi commenti sul forum noto che quello che qualche anno fa era visto come peste e corna, ultimamente pare sia diventato normalità. A chi non è molto informato sul tiro con la carabina con armi da caccia vorrei far presente che non si dovrebbe paragonare minimamente a quello che si ottiene in distanza con armi da tiro. Altrimenti andremmo adesso tutti a Bisley con una bella K95.
Non è assolutamente detto che una carabina provata e riprovata a 100 m in mezzo MOA( molto facile col PC e molto meno su appoggi da caccia ) possa restare in un Moa a 350.m Provare per credere. Può diventare a quella distanza un colabrodo.
Telemetrare, come nel posto di Springer, distanze importanti è difficile. Quando si ha un piccolo angolo di incidenza col terreno o qualche rametto di alberi li vicino sbagliare anche grossolanamente è più facile di quanto si possa immaginare.
Molte ottiche da caccia hanno il parallasse fisso a 100 m, provate a guardare a 350 e disallineando un pochino l’ occhio te traguardate un tronco ( altro che tirare in testa o al collo ad un animale).
Siete certi della velocità in funzione della temperatura, canna , foratura etc... etc... e del CB che avete preso dal costruttore delle vostre cartuccine ??
Meditiamo anche su sole e miraggio a quelle distanze.
Non vi siete mai stupiti di come una carabina da tiro a 500 m in un poligono la mattina va da una parte e il pomeriggio altro va dall’ altra ?? Provare per credere ( non parlo di mm. !!! ma centimetri).
Se poi ci fosse vento … altro che calcolarlo …. Personalmente non ci provo nemmeno.
Mi sono dimenticato gli appoggi con un’ arma leggera e tanti altri problemini che spesso si sottovalutano.
Chi ci rimette spesso è il povero cinghiale pizzicato malamente che andrà a morire chissà dove.
Ciao Guli51
PS: Sono convinto che con un' arma da caccia si possa sparare a 350 m.
Ma vorrei solo consigliare di provare a fare molti tiri in varie sessioni a 4-500 m e poi trarne le conclusioni.
Tarare a 100 m e poi affidarsi a uno smartphone per calcolare il tiro, per me è pura follia senza aver fatto numerose verifiche.
Ho avuto la fortuna di conoscere Cacciatori che hanno ben altro pensiero sulla caccia di selezione e mi avevano avvertita sul modo in cui veniva concepita dalla maggioranza dei cacciatori.
Qui ne trovo conferma, ma sono anche sollevata dal fatto di non appartenere a questa categoria e di aver avuto la possibilit di imparare da loro.
Spiace solo che in questa sezione non se ne abbia testimonianza perch bench rappresenterebbero una goccia nel deserto, potrebbero seminare un germe di quello che il vero senso per cui questa forma di caccia nata. E pi leggo pi capisco che non posso dargli torto.
Quando non ci sono menti disposte ad ascoltare, le parole perdono di significato e quello che si vuole trasmettere perde di valore. E un bene prezioso come quello dell'insegnamento che potrebbero dare non va sprecato con chi non ha dubbi n volont di comprendere ma soprattutto non ha neanche l'umilt di ascoltare.
I principi della caccia di selezione sono alla base della gestione degli ungulati.
ci sono contesti però in cui la gestione può non essere conservativa ma indirizzata all’eradicazione della specie.
altri in cui invece ci poniamo come obiettivo una certa densità di animali e altri invece in cui sostanzialmente, non essendoci grossi, non ci si pone il problema di avere delle densità obiettivo massime.
i cacciatori ovviamente sono istintivamente portati ad avere più animali possibile nelle proprie zone di caccia ma non sempre questo significa fare gestione nel migliore dei modi.
personalmente ritengo che in contesti territoriali dove c’è una presenza predominante di colture, anche di pregio, il cinghiale vada prelevato senza troppi scrupoli e distinzioni di classe. Anzi si dovrebbe puntare il più possibile al prelievo di femmine per cercare di abbassare la densità .
Appena posato il telefono per fare quella foto (che ho postato dopo) altri due cinghiali leggermente più vicini....spostandomi leggermente ho trovato un varco tra le spighe.....ho tirato alla sagoma cercando la spalla......
La penserebbero come me. Che quello che hai scritto non fa una piega, che è corretto e che hai ragione, ma che non hai colto il senso altrimenti non avresti ribadito cose ovvie e condivisibili. Ti avrebbero risposto che la selezione si chiama così proprio perché ti dà la possibilità di selezionare il capo da abbattere e che dietro la mera indicazione di classe e sesso esiste anche la coscienza e conoscenza del perché e del come effettuare un prelievo, altrimenti si è meri esecutori. Che la gestione è nata per la necessità di preservare la vita, la salute dell'animale e la sua convivenza con l'uomo e con l'ambiente e che per ottenere questo sia necessario togliere la vita ad un animale . Vita alla quale dovrebbe venir spontaneo rendere onore considerandola una risorsa, anteponendo al nostro interesse personale, al nostro ego e al nostro opportunismo e comodità la coscienza di quello che si sta facendo è del perché. Perché chi dice che un morto è solo un morto è colui che ha capito solo come poter avere più occasioni per sparare, che farlo a distanze in cui l'animale ti è visibile nell'ottica come una figurina grande quanto un'unghia è una modalità che non permette di stabilire alcun rapporto con la vita che stai per terminare , e così facendo non ti prendi nessuna responsabilità. La scelta dell'eradicazione non implica una diversa valutazione della vita di un animale ma solo del numero dei capi da prelevare. A prescindere dalle condizioni del territorio in cui il prelievo viene effettuato.
E questo non può essere insegnato, non esistono manuali, teorie o leggi che lo impongano. Nascondersi dicendo che la pratica è un'altra cosa è un modo per giustificare il proprio approccio alla pratica.
Ps. I cacciatori che "cito" non sono personaggi delle fiabe e se preferiscono non apportare la loro esperienza è probabilmente perché si troverebbero a dover essere qui considerati come tali come d'altra parte lo sono io quando cerco di esprimere il mio pensiero.
"Ululò a lungo, ma poi mi fu addosso come un uragano, e io mi trovai, per così dire, avvolto in un turbine di furiosa gioia canina.” Konrad Lorenz
Appena posato il telefono per fare quella foto (che ho postato dopo) altri due cinghiali leggermente più vicini....spostandomi leggermente ho trovato un varco tra le spighe.....ho tirato alla sagoma cercando la spalla......
Waidmanns'heil, maaa ... pure tu spalli ora, il tu bersaglio non era il collo ???
La penserebbero come me. Che quello che hai scritto non fa una piega, che è corretto e che hai ragione, ma che non hai colto il senso altrimenti non avresti ribadito cose ovvie e condivisibili. Ti avrebbero risposto che la selezione si chiama così proprio perché ti dà la possibilità di selezionare il capo da abbattere e che dietro la mera indicazione di classe e sesso esiste anche la coscienza e conoscenza del perché e del come effettuare un prelievo, altrimenti si è meri esecutori. Che la gestione è nata per la necessità di preservare la vita, la salute dell'animale e la sua convivenza con l'uomo e con l'ambiente e che per ottenere questo sia necessario togliere la vita ad un animale . Vita alla quale dovrebbe venir spontaneo rendere onore considerandola una risorsa, anteponendo al nostro interesse personale, al nostro ego e al nostro opportunismo e comodità la coscienza di quello che si sta facendo è del perché. Perché chi dice che un morto è solo un morto è colui che ha capito solo come poter avere più occasioni per sparare, che farlo a distanze in cui l'animale ti è visibile nell'ottica come una figurina grande quanto un'unghia è una modalità che non permette di stabilire alcun rapporto con la vita che stai per terminare , e così facendo non ti prendi nessuna responsabilità. La scelta dell'eradicazione non implica una diversa valutazione della vita di un animale ma solo del numero dei capi da prelevare. A prescindere dalle condizioni del territorio in cui il prelievo viene effettuato.
E questo non può essere insegnato, non esistono manuali, teorie o leggi che lo impongano. Nascondersi dicendo che la pratica è un'altra cosa è un modo per giustificare il proprio approccio alla pratica.
Ps. I cacciatori che "cito" non sono personaggi delle fiabe e se preferiscono non apportare la loro esperienza è probabilmente perché si troverebbero a dover essere qui considerati come tali come d'altra parte lo sono io quando cerco di esprimere il mio pensiero.
Livia mi piace quello che scrivi, parti da buone basi teoriche, ma prepara la testa ad affrontare "ragionevoli" compromessi fra la teoria e la pratica, sul terreno di fronte alla realtà della situazione il compromesso "piccolo e ragionevole" fra teoria e pratica lo dovrai affrontare, nel senso che non siamo perfetti, siamo solo cacciatori e perfetto nessuno lo é e lo scopo principale per cui cacciamo é prendere una preda.
Sul terreno capirai che cacciare un ungulato secondo etica e regolamento, ha una grande varietà di difficoltà, dal facilissimo quasi banale, al difficilissimo quasi impossibile, é nelle difficoltà cioè nel difficile che ognuno conosce se stesso e capisce i propri limiti.
Livia mi piace quello che scrivi, parti da buone basi teoriche, ma prepara la testa ad affrontare "ragionevoli" compromessi fra la teoria e la pratica, sul terreno di fronte alla realtà della situazione il compromesso "piccolo e ragionevole" fra teoria e pratica lo dovrai affrontare, nel senso che non siamo perfetti, siamo solo cacciatori e perfetto nessuno lo é e lo scopo principale per cui cacciamo é prendere una preda.
Sul terreno capirai che cacciare un ungulato secondo etica e regolamento, ha una grande varietà di difficoltà, dal facilissimo quasi banale, al difficilissimo quasi impossibile, é nelle difficoltà cioè nel difficile che ognuno conosce se stesso e capisce i propri limiti.
Quello che dici è sacrosanto ed i compromessi solo gli stupidi e gli ottusi pensano che non debbano essere affrontati.
Fa parte della formazione considerarli e prenderli per quello che sono, appunto, compromessi. Sono abbastanza intelligente ed onesta da sapere quando il compromesso è mosso dall'ego piuttosto che dalla necessità.
Ma la base da cui partire, la mente che guida l'azione deve essere un punto fermo. Altrimenti il termine compromesso perde il suo significato.
Per essere consapevoli dei propri limiti bisogna avere un punto di riferimento. Il mio l ' ho trovato e parto da quello. Nella via della pratica e della realtà potrò così scegliere anche quali e quanti compromessi vale la pena accettare.
L' unica difficoltà che ho davanti riguarda il tempo ed il doppio dell'impegno nel poter effettuare un prelievo. Difficile, impossibile probabilmente, ma è questo il modo che io ho scelto di fare selezione. Non sono costretta ad andare a caccia, lo faccio perché mi piace, perché credo nell'ideale e nello scopo che questa caccia si prefigge, non perché questo è uno sporco lavoro e qualcuno lo deve pur fare, ma se per farlo devo rinunciare a quello in cui credo, faccio altro. La scelta non è mai tra il bianco e il nero e gli errori devono esserci come devono esserci le difficoltà, quello che spero non ci sia mai, per me è la perdita di coscienza del valore di una vita.
Ps. Detto questo non giudico e non ho nulla da dire né sul calibro oggetto del 3d né sui tiri alle lunghe distanze. Ho esposto qui quello che io non farei sulla base di una mia personale visione, quello che fanno gli altri sono affari loro, idem con patate se qualcuno ci vede un giudizio.
Se ho scritto il mio pensiero è solo perché ritengo giusto che in un forum di caccia siano espresse e condivise anche posizioni alternative rispetto a quelle fino ad oggi condivise, applaudite ed elogiate. Chi legge, neofita o meno, ha così la possibilità di sapere che essere cacciatori implica una scelta che non è meramente pratica o opportunistica ma, alle volte, e non per tutti, coinvolge anche la sfera emotiva.
La penserebbero come me. Che quello che hai scritto non fa una piega, che è corretto e che hai ragione, ma che non hai colto il senso altrimenti non avresti ribadito cose ovvie e condivisibili. Ti avrebbero risposto che la selezione si chiama così proprio perché ti dà la possibilità di selezionare il capo da abbattere e che dietro la mera indicazione di classe e sesso esiste anche la coscienza e conoscenza del perché e del come effettuare un prelievo, altrimenti si è meri esecutori. Che la gestione è nata per la necessità di preservare la vita, la salute dell'animale e la sua convivenza con l'uomo e con l'ambiente e che per ottenere questo sia necessario togliere la vita ad un animale . Vita alla quale dovrebbe venir spontaneo rendere onore considerandola una risorsa, anteponendo al nostro interesse personale, al nostro ego e al nostro opportunismo e comodità la coscienza di quello che si sta facendo è del perché. Perché chi dice che un morto è solo un morto è colui che ha capito solo come poter avere più occasioni per sparare, che farlo a distanze in cui l'animale ti è visibile nell'ottica come una figurina grande quanto un'unghia è una modalità che non permette di stabilire alcun rapporto con la vita che stai per terminare , e così facendo non ti prendi nessuna responsabilità. La scelta dell'eradicazione non implica una diversa valutazione della vita di un animale ma solo del numero dei capi da prelevare. A prescindere dalle condizioni del territorio in cui il prelievo viene effettuato.
E questo non può essere insegnato, non esistono manuali, teorie o leggi che lo impongano. Nascondersi dicendo che la pratica è un'altra cosa è un modo per giustificare il proprio approccio alla pratica.
Ps. I cacciatori che "cito" non sono personaggi delle fiabe e se preferiscono non apportare la loro esperienza è probabilmente perché si troverebbero a dover essere qui considerati come tali come d'altra parte lo sono io quando cerco di esprimere il mio pensiero.
Ciò che dici è senz altro condivisibile ma allo stesso tempo soggettivo. Il rispetto per la preda penso che sia alla base di qualsiasi forma di caccia ma lo stesso rispetto può essere visto da diverse angolazioni. Se parli con un canaio “focoso” per lui abbattere un cinghiale in selezione o in controllo non rientra di certo nel concetto di rispetto della preda. le argomentazioni (piú o meno condivisibili) sono ormai risapute.
poi c’è da dire che dopo un certo numero di abbattimenti ci si abitua un pò e non sempre l’emozione delle prime volte rimane sempre uguale negli anni..specialmente se si ha la possibilitá di fare molti abbattimenti all’anno
Amici avrei bisogno di un aiuto per la ricarica delle palle GECO TEILMANTEL calibro 30.308'' 170 grani con una polvere Vihtavuori N160 perché ho sempre...
Salve
Gradirei avere informazioni sulla palla hornady ecx. Normalmente uso (sui cinghiali ) le hornady sst e le scirocco da 180 grani con 55,5 grani...
Buongiorno a tutti. Ho da poco acquistato un bergara b14 hunter in .308 con ottica kahles helia 2-10x50i e attacchi leupold su basi warne. Premetto che...
Ciao a tutti, non scrivo da un po' ma ho qualcosa da raccontare e chiedere.
Mercoledì scorso ero a caccia di camosci in alta montagna; da solo,...
05-11-24, 17:09
Caricamento in corso ...
Nessun altro evento.
Attendere..
👍
😀
😂
🥰
😘
😎
🤢
😞
😡
👎
Elaboriamo i dati personali degli utenti del nostro sito, attraverso l'uso di cookie e altre tecnologie, per fornire i nostri servizi, personalizzare la pubblicità e analizzare l'attività del sito. Potremmo condividere determinate informazioni sui nostri utenti con i nostri partner pubblicitari e di analisi. Per ulteriori dettagli, fai riferimento alla nostra Informativa sulla privacy.
Facendo clic su "ACCONSENTO" di seguito, accetti i nostri Informativa sulla privacy e le nostre pratiche relative al trattamento dei dati personali e ai cookie come ivi descritte. Riconosci inoltre che questo forum potrebbe essere ospitato al di fuori del tuo Paese e acconsenti alla raccolta, archiviazione ed elaborazione dei tuoi dati nel Paese in cui è ospitato questo forum.
Commenta